Di Spiriti e d'Inverno

“Creare un evento legato alla tradizione giapponese per quanto di moda non è scontato. Il rischio è scimmiottare qualcosa che non fa parte della nostra cultura ma solo del nostro immaginario.
Approcciare un mondo tanto diverso da quello a cui si è abituati, obbliga l'interlocutore a cambiare il punto di osservazione, a codificare immagini (e contesti) strutturati in maniera molto diversa (a volte opposta) a quello cui è abituato.
La Linea, sia che si parli di architettura, di calligrafica, di immagine, è la struttura di questa cultura che riduce tutto all'essenza. La dove l'Occidente ricerca volume, in Giappone avremo l'esaltazione della sintesi, la dove l'Occidente scolpisce con la luce, il Giappone lo farà con l'ombra.
Non ci proponiamo di spiegare la differenza fra i due mondi, solo di illustrare ad uno la complessità dell'altro con una esposizione di alcuni miti che trattano di spiriti e d'inverno.

 

"Create an event related to Japanese tradition as far as fashion is not expected. The risk is to imagine something that is not part of our culture but only of our imagination.
Approach a world so different from the one we used to obligates the interlocutor to change the point of observation, to codify images (and contexts) structured in a very different (sometimes opposite) manner to what he is accustomed to.
The Line, whether we are talking about  architecture, calligraphy, image, is the structure of this culture that reduces everything to the essence. Where the West searches for volume, in Japan we have the exaltation of the synthesis, where the West sculpts with light, Japan does it with the shadow.
We do not propose to explain the difference between two worlds, just to illustrate to one the complexity of the other with an exposition of some myths regarding the spirits and the winter.